Ti trovi in:

Home » Territorio » Pieve di Bono-Prezzo » Pieve di Bono

Pieve di Bono

di Giovedì, 28 Aprile 2016 - Ultima modifica: Giovedì, 07 Luglio 2016
Immagine decorativa

Pieve di Bono è formato dai cinque centri abitati di Agrone, Cologna, Pór, Strada e Creto, con quest'ultimo sede di municipio e centro principale. Le cinque frazioni contano poche centinaia di anime. Pieve di Bono è posto là dove la valle si stringe e la strada inizia ad impennarsi verso Lardaro. La valle è quella del fiume Chiese, nella parte sud-occidentale del Trentino.

Altitudine: 514 mslm

Superficie: 20,86 kmq

Abitanti: 1.385

La Pieve di Bono risulta fra le antiche sette Pievi che costituivano il territorio delle Giudicarie, una valle che per la sua posizione geografica, ha da sempre svolto l'importante ruolo di collegamento tra le terre lombarde e quelle nordiche, sviluppando un incontro di culture diverse.

In questo specifico contesto storico le popolazioni locali, distribuite in "ville" (villaggi), si identificavano nella MAGNIFICA COMUNITÀ che aveva il proprio centro religioso a Creto nella chiesa di S. Giustina, ed il proprio centro politico a Frugone (Agrone) e che si governava democraticamente secondo gli Statuti che ogni Comunità si dava nell'ambito dei provvedimenti legislativi del Principato Vescovile di Trento di cui era parte integrante sia a livello politico che amministrativo e religioso. Tale forma di amministrazione cadde con la fine del Principato Vescovile nel 1803.

Sotto il dominio austriaco ogni paese della Pieve costituiva un comune singolo, con proprio catasto, propri possedimenti e propria amministrazione civica.

Da notare che durante il Medioevo la Pieve viene coinvolta nelle vicende, spesso drammatiche, legate alla famiglia Lodron, uno dei cui rami trovò sede nel Castel Romano.

Durante il Risorgimento italiano, nel 1866, le truppe garibaldine che muovevano verso il Trentino, giunsero fino a Cologna, dove lo stesso Garibaldi insediò per qualche giorno il suo quartiere generale.

Nella prima guerra mondiale 1914-18 tutta la Conca di Pieve di Bono restò direttamente interessata alle vicende belliche fra gli eserciti austro-ungarico ed italiano. Le popolazioni locali furono costrette ad abbandonare i propri villaggi, che poi finirono bombardati o incendiati, per andare "profughe" verso zone più sicure.

La povertà di un'economia basata quasi totalmente sull'allevamento del bestiame e su pochissima agricoltura motivò il fenomeno dell'emigrazione, per cui centinaia e centinaia di persone cercarono lavoro temporaneo o definitivo oltreoceano, specialmente nelle Americhe ed in Australia.

Durante il periodo fascista tutti i Paesi della Conca furono riuniti, con R.D. 29.01.1928 N° 176 in un unico comune denominato Comune di Pieve di Bono con sede municipale in Creto.

Successivamente, in virtù della L.R. 23.08.1952 N° 28 i paesi di Bersone, Daone, Praso e Prezzo hanno riottenuto la propria autonomia, mentre Agrone, Creto, Cologna, Por e Strada hanno costituito il nuovo Comune mantenendo sia la denominazione sia la sede municipale.

Tuttavia le frazioni godono dell'autonomia amministrativa dei beni demaniali esercitata attraverso le ASUC (Amministrazione Separata di Uso Civico) fatta eccezione per la frazione capoluogo dove l'Amministrazione dell'Uso Civico è stata assunta dal Consiglio Comunale.

Posizione GPS